Nulla. Solo un mite spazio grigio-azzurro dai riflessi opalini, sovrastato da vapori biancastri, piallato così regolarmente dal vento che potrei veder emergere il naso di un tricheco a un miglio di distanza. Eccola la finestra che s'è aperta nel Polo con la grande febbre della Terra. Mai così visibile come ora, mai come da questo punto, l'ultima Thule, il promontorio più settentrionale della terraferma americana.
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