Opere immaginarie o antiche tecnologie umane o aliene?
di Antonio Mattera
Guerre nucleari, armi micidiali e sconosciute, velivoli incredibili che solcano il cielo, teoria della relatività, fusione dell’atomo, combinazione di leghe metalliche, insospettabili conoscenze metallurgiche: tutti argomenti che sembrano tratte da opere di fantascienza o da reportage di inviati sui fronti di guerra dal 1945 in poi.
Invece niente di tutto questo: i testi che contengono tali numerosi e particolareggiati riferimenti a mezzi, armi e tecniche che suonano particolarmente familiari ai nostri tempi, cioè al tempo che vede l’uomo affacciarsi al nuovo millennio, sono antecedenti alla nostra civiltà di migliaia di anni, frutto, non delle menti ardite dei grandi nomi della letteratura fantasy, ma di ignoti scribi dell’antica India, che, in un determinato periodo storico, forse il 1500 a.C., decisero di vergare su carta millenarie tradizioni, tramandate di generazione in generazione in forma orale, magari accanto al fuoco di un bivacco di pastori o nei cortili delle case, dove un vecchio cantastorie ammaliava con i suoi racconti bambini sognanti, così come è successo per i testi biblici.
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