Spiegata così la doppia faccia del pianeta rosso: pianeggiante al nord e montuoso al sud
MILANO - La disputa sull’origine dell’emisfero nord marziano ha oggi conquistato un punto fermo. Su di esso si potrà certamente ancora discutere ma esso costituisce un risultato sul quale far evolvere meglio e con più credibilità altre spiegazioni circa l’origine di Marte come oggi lo conosciamo. L’emisfero nord è pianeggiante ed è più basso, in media, rispetto all’emisfero sud, più montagnoso di circa tre chilometri. La ragione e la causa, spiegano tre articoli pubblicati sulla rivista britannica Nature, sta nel fatto che circa quattro miliardi di anni fa quando il Pianeta Rosso era ancora nella fase di formazione, venne colpito da un corpo della taglia del pianeta Plutone. Questo scavò un immenso cratere che ricopre in forma ellittica quasi per intero l’emisfero nord rendendolo il più grande cratere del sistema solare. Con le sue dimensioni, infatti, di 10.400 per 8.500 chilometri supera il bacino Aitken nel polo sud della Luna che finora deteneva il record. In quelle epoche in cui si verificava l’impatto marziano un altro impatto sulla Terra di un corpo grande quanto Marte proiettò nelle vicinanze del nostro pianeta quel materiale che poi coagulatosi diventò la Luna. Questa è, almeno, la più accreditata idea in vigore.
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