Quando si discute di miti, vengono subito alla mente le vicende epiche degli antichi dei della Grecia. Zeus, Hera, Ares, Ermes, Afrodite, sono alcune figure del Pantheon divino ellenico che faceva del leggendario Monte Olimpo la propria dimora. Il mito degli dei va collocato agli albori della creazione.
Un antico testo, L’ “Enuma Elish”, inciso su sette tavolette d’ argilla, riporta la frase attribuita ad un Dio sumero:
“Enuma elish la nabu shamamu
Shaplitu ammatum shuma la zakrat”.
Il significato letterario è più o meno:” Quando in cielo nulla ancora esisteva, quando sulla terra le cose ancora non erano state create…” Questo testo fu redatto quasi mille anni prima della Bibbia e probabilmente attinse a fonti costituite da testi più antichi. Innumerevoli sono i rotoli, i papiri, le pergamene, le tavolette di terracotta, i manufatti ed altro, che ancor oggi continuano ad affiorare alla superficie di diversi siti archeologici. Dalle sabbie dei deserti e dai fondali marini, emergono documenti le cui controverse versioni tendono a modificare radicalmente la storia dell’ uomo. I mass media quotidianamente ci propongono articoli e servizi, dedicati all’ antica storia dei Romani, dei Greci, dei Maya, degli Egiziani. A volte danno spazio ai popoli della Valle dell’ Indo e della Cina, ma raramente ci informano sui retaggi di altre culture, localizzate nel vasto bacino dell’ Oceano Pacifico e del Sud-Est asiatico. Certamente, evitano sistematicamente di dedicare attenzione ad un atavico popolo le cui origini si perdono nel tempo: il popolo dei Sumeri.
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