Terza parte del fantastico viaggio di Pablito
Il Dna di Oetzi, la mummia del Similaun, non ha più segreti. A quasi vent'anni dal suo ritrovamento - che si celebrerà con varie iniziative nel 2011 - i ricercatori dell'Eurac di Bolzano e dell'Università di Tubinga hanno completato la mappatura del patrimonio genetico dell'uomo vissuto cinquemila anni fe e conservatosi fino ai giorni nostri sotto i ghiacci, al confine fra Austria e Italia dove venne scoperto per caso da una coppia di escursionisti austriaci.
In 40 anni di esplorazione del Sistema Solare una delle scoperte più importanti è che i corpi con una superficie solida - pianeti, satelliti, asteroidi - sono segnati da crateri. Naturalmente, anche la Terra ha subito la stessa sorte e, se le tracce non fossero state cancellate dall'erosione, dalla sedimentazione e dai moti tettonici, il nostro Pianeta sarebbe saturato da queste «ferite», come la Luna.
Oggi, sulla Terra, si conoscono più di 170 crateri da impatto che hanno dimensioni tra i 300 km e poche decine di metri e con età non superiori a 2 miliardi di anni. Da tempo il gruppo di Planetologia dell'Osservatorio Astronomico di Torino si interessa a queste tracce ed è di questi giorni la pubblicazione sulla rivista «Science» dei risultati di una ricerca nel deserto egiziano. Si tratta della scoperta di un piccolo cratere, unico nel suo genere.
Pervasa dall'odore della morte, colma di ciotole riempite con dita umane, con i resti di un bambino in parte bruciato e denti in cui erano incastonate pietre preziose, una tomba reale maya scoperta di recente sembra uscita da un film dell'orrore.
La camera funeraria perfettamente sigillata risalente a 1.600 anni fa, rinvenuta sotto una piramide nascosta dalla giungla in Guatemala, è ricca di tesori in oro ma anche di reperti a dir poco inquietanti, come notano gli studiosi che hanno lavorato agli scavi.
Ciao a tutti,
ecco a voi l'interessantissimo viaggio di Paolo (Pablito) alla scoperta delle misteriose piramidi bosniache.
Buona lettura
Grazie a Gianluca per la segnalazione
BERGEN (NORVEGIA) - I ghiacci dell'Antartide stanno diventando più sottili: lo rilevano le misure più recenti fatte dal satellite europeo Envisat e presentate oggi, nel convegno sull'Osservazione della Terra organizzato in Norvegia, a Bergen, dall'Agenzia Spaziale Europea (Esa). Le misure di Envisat, che riguardano lo spessore dei ghiacci dal 2003 al 2010, sono state rilevate dal satellite a intervalli di 35 giorni e poi integrate dai ricercatori fino ad ottenere un'animazione che mostra come i ghiacci nella parte occidentale dell'Antartide si sono decisamente assottigliati.
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