giovedì 12 marzo 2015

A Cuore Aperto

 

Non c’è affatto casualità nei punti interrogativi seguenti il

fonema egizio per “cuore”, ma è il modo più corretto per

indicare quello che a mio avviso potrebbe essere uno degli

errori di traduzione dagli effetti devastanti e ritardanti,

almeno per quello che riguarda le ricostruzioni etimologiche.

Lo esprimerò con le parole più semplici che riesco a trovare:

ciò che nelle traduzioni viene tradotto come lettera “ i “

non è corretto, tale valore fonetico andrebbe sostituito con la

lettera “L” “.

A rigor di logica, tale nuova traduzione meritava di essere

presa in considerazione dagli esperti di linguistica, soprattutto

nelle comparazioni lessicali; il motivo risiede proprio nello

schema sopra proposto, dove il CUORE viene espresso attraverso

lessemi simili da due scritture che si sono sviluppate nella

mezzaluna fertile (seppur in epoche distinte), lessemi che hanno

due componenti comuni, LB, mentre quello egizio viene indicato

con IB.

Quindi c’erano i margini per proporre tale nuova traduzione.

Naturalmente non si tratta di un caso isolato, così come non si

tratta di casualità: ad esempio se si prende il lessema semitico

per LUNA e lo si raffronta con l’equiparato egizio, ci si rende

conto che questa nuova traduzione ha buoni motivi di esistere ,

ovvero il geroglifico   corrisponde alla lettera “ELLE”,

soddisfacendo con un equiparato fonetico il significato del

lessema stesso sia per il CUORE che per la LUNA.

Ovviamente tale reinterpretazione troverà delle resistenze,

le quali dovranno confrontarsi con una gran mole di “indizi”

che ho raccolto e che sto ancora raccogliendo.

Nel proseguo di questo articolo illustrerò quello che per pochi

tratti è il frutto di un processo reversibile, ovvero partendo da

lessemi latini o greci, e tenendo presente che ci sono buone

probabilità che esista questa ELLE mascherata da “i”,

sottolineando tutte le corrispondenze, dopodiché sarà solo

questione di buon senso lasciata ai lettori. 

Potrà risultare come un esperimento condotto con

approssimazione, eppure mi premeva molto proporlo perché,

sia le sue origini egizie sia la probabile acquisizione latina,

sono aggrappate ad un significato onomatopeico: CANE e LUPO,

oltre ad essere appartenenti alla stessa famiglia, condividono

anche aspetti comportamentali tra cui l’ ULULATO.

In genere non si indica così il verso del cane, ma la musica ed il

canto dei due animali sono i medesimi.

 

Ma ora andremo a visitare i più convincenti, tenendo presente che,

oltre al precedente LW, era già di buon auspicio il GAW dello

scorso articolo (GAUDERE), tenendo conto del cambio letterale

(I -----> ELLE) proposto .

  

 

Quest’ultimo appagato, in miglior modo dal termine italiano LATTE,

trova una giustificazione interna e propria della lingua egizia, qualcosa

che a mio modo di vedere diventa evidente e si materializza in seguito: 

  

Naturalmente per LT padre il “sostiene” indica colui che porta il cibo,

o colui che sostiene la famiglia; tra l’altro è presente sempre un’altra

traduzione di LT che corrisponde a “schiena, dorso” anche in questo

caso chiaro riferimento al sorreggere, sostenere o portare. 

 

 

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