Non c’è affatto casualità nei punti interrogativi seguenti il
fonema egizio per “cuore”, ma è il modo più corretto per
indicare quello che a mio avviso potrebbe essere uno degli
errori di traduzione dagli effetti devastanti e ritardanti,
almeno per quello che riguarda le ricostruzioni etimologiche.
Lo esprimerò con le parole più semplici che riesco a trovare:
“ciò che nelle traduzioni viene tradotto come lettera “ i “
non è corretto, tale valore fonetico andrebbe sostituito con la
lettera “L” “.
A rigor di logica, tale nuova traduzione meritava di essere
presa in considerazione dagli esperti di linguistica, soprattutto
nelle comparazioni lessicali; il motivo risiede proprio nello
schema sopra proposto, dove il CUORE viene espresso attraverso
lessemi simili da due scritture che si sono sviluppate nella
mezzaluna fertile (seppur in epoche distinte), lessemi che hanno
due componenti comuni, LB, mentre quello egizio viene indicato
con IB.
Quindi c’erano i margini per proporre tale nuova traduzione.
Naturalmente non si tratta di un caso isolato, così come non si
tratta di casualità: ad esempio se si prende il lessema semitico
per LUNA e lo si raffronta con l’equiparato egizio, ci si rende
conto che questa nuova traduzione ha buoni motivi di esistere ,
ovvero il geroglifico corrisponde alla lettera “ELLE”,
soddisfacendo con un equiparato fonetico il significato del
lessema stesso sia per il CUORE che per la LUNA.
Ovviamente tale reinterpretazione troverà delle resistenze,
le quali dovranno confrontarsi con una gran mole di “indizi”
che ho raccolto e che sto ancora raccogliendo.
Nel proseguo di questo articolo illustrerò quello che per pochi
tratti è il frutto di un processo reversibile, ovvero partendo da
lessemi latini o greci, e tenendo presente che ci sono buone
probabilità che esista questa ELLE mascherata da “i”,
sottolineando tutte le corrispondenze, dopodiché sarà solo
questione di buon senso lasciata ai lettori.
Potrà risultare come un esperimento condotto con
approssimazione, eppure mi premeva molto proporlo perché,
sia le sue origini egizie sia la probabile acquisizione latina,
sono aggrappate ad un significato onomatopeico: CANE e LUPO,
oltre ad essere appartenenti alla stessa famiglia, condividono
anche aspetti comportamentali tra cui l’ ULULATO.
In genere non si indica così il verso del cane, ma la musica ed il
canto dei due animali sono i medesimi.
Ma ora andremo a visitare i più convincenti, tenendo presente che,
oltre al precedente LW, era già di buon auspicio il GAW dello
scorso articolo (GAUDERE), tenendo conto del cambio letterale
(I -----> ELLE) proposto .
Quest’ultimo appagato, in miglior modo dal termine italiano LATTE,
trova una giustificazione interna e propria della lingua egizia, qualcosa
che a mio modo di vedere diventa evidente e si materializza in seguito:
Naturalmente per LT padre il “sostiene” indica colui che porta il cibo,
o colui che sostiene la famiglia; tra l’altro è presente sempre un’altra
traduzione di LT che corrisponde a “schiena, dorso” anche in questo
caso chiaro riferimento al sorreggere, sostenere o portare.
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