Quello che segue è un articolo scritto da Bersani G. Fausto,laureato in fisica all'Università di Bologna nel 1988;il quale ha collaborato per 12 anni a progetti di ricerca c/o i Laboratori Nazionali del Gran Sasso e ora docente di Fisica al Liceo Scientifico A. Volta di Riccione (RN).
Gentilmente ci ha inviato un suo articolo sulla teoria delle stringhe,una teoria che se analizzata in profondità diventa inacessibile ai più. In alternativa esistono approcci divulgativi senza però poter accedere ad alcune valutazione quantitativa. Quello che manca, crede, sia un accostamento alla teoria basato su una versione intermedia tra le due. Il suo articolo, intitolato " Il dualismo corda-particella", cerca di colmare, per quanto possibile, questo vuoto richiedendo conoscenze pregresse ad un livello di scuola superiore ed utilizzando poche e facili formule di fisica moderna. Quindi crede/o sia utile anche per consultazioni da parte di docenti e/o studenti in prossimità dell'esame di stato.
n.b
un ringraziamento oltre al prof Bersani,và ad Enheduanna,che ha trascritto le formule in modo da poter essere visibili nella giusta maniera..
Buona Lettura.
* Premessa
Il secolo scorso ha visto un succedersi di idee e scoperte rivoluzionarie che hanno influenzato lo sviluppo della fisica fino ai nostri giorni. Tale sviluppo, pur nella sua complessità, introdusse poche costanti fisiche ricorrenti che si inseriscono nella descrizione sia dei fenomeni microscopici che macroscopici. E’ significativo ricordare che:
- nel 1900 Planck introdusse la costante, h = 6,63•10-34 Js, che porta il suo nome, dando inizio alla rivoluzione quantistica;
- nel 1905 Einstein partì dall’invarianza della velocità della luce nel vuoto, c = 3•10 m/s, per arrivare alla teoria della Relatività Ristretta;
- nel 1915 Einstein, dall’universalità della caduta libera, giunse ad una teoria geometrica della gravitazione, la Relatività Generale, in cui la costante di G = 6,67•10-11 Nm determina quanto la materia curvi lo spazio-tempo.
Inoltre, un altro aspetto tipico che emerge spesso in Fisica, ed al quale non si sottrae neppure la Fisica del ‘900, viene ben tratteggiato in una dichiarazione rilasciata da Richard P. Feynman nel 1966 il quale scrive: ...Mi è sempre sembrato strano che le leggi fondamentali della Fisica, una volta scoperte, possano apparire in così tante diverse forme che a prima vista non sembrano identiche, ma che con un po’di gioco matematico si riesca a mostrarne le relazioni...Non so perchè sia così, rimane un mistero, ma era qualcosa che avevo imparato dall’esperienza. C’è sempre un altro modo di dire la stessa cosa che non assomiglia affatto al modo in cui l’hai detta prima. Di questo fatto non conosco la ragione. Penso sia in qualche modo una rappresentazione della semplicità della natura...
In questo articolo, sulla scorta delle due osservazioni precedenti, mi propongo di introdurre una versione accessibile, ma rigorosa e, se possibile, originale, della teoria delle stringhe. Anche se esistono varianti più o meno articolate di questa teoria, possiamo senza dubbio affermare che tale sforzo concettuale rappresenta forse, allo stato attuale, la più grande speranza di comprendere la struttura intima della materia attraverso la ricerca di una “teoria finale”, una sorta di schema logico – matematico unitario che consenta in linea di principio di descrivere in poche equazioni le leggi della Natura. Tuttavia in generale la comprensione di una siffatta teoria è riservata ad un pubblico specialista a fronte di un impianto matematico alquanto complesso.
Nelle pagine che seguono il bagaglio fisico – matematico necessario è limitato alle conoscenze raggiunte in un corso di Fisica al livello di un Liceo Scientifico. Leggi tutto ...
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