Un grande oceano, poco profondo e venti volte piu' esteso del Mediterraneo, occupava per un terzo la superficie di Marte.
Accanto ad esso esisteva un secondo oceano, molto piu' piccolo e giovane.
Dopo quasi vent'anni di sospetti, ipotesi e prove indirette, un gruppo internazionale del quale fa parte l'Italia ha finalmente scoperto l'evidenza piu' convincente nella firma biochimica lasciata da quell'oceano nei sedimenti analizzati dallo spettrometro Grs (Gamma Ray Spectrometer), a bordo della sonda americana Mars Odissey e progettato per esplorare il sottosuolo di Marte fino a una quarantina di centimetri utilizzando i raggi gamma.
"I nuovi indizi che abbiamo analizzato sono convincenti", dice Gian Gabriele Ori, direttore della Scuola internazionale di scienze planetarie (Irsps) dell'universita' d'Annunzio di Pescara e coautore con il geologo planetario James Dohm, dell' universita' dell'Arizona, della ricerca pubblicata sulla rivista Planetary and Earth Science.
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