Centinaia di cerchi, quadrati, e altre forme geometriche, una volta nascoste dalla foresta, parlano d'una antica società, precedentemente sconosciuta, che fiorì in Amazzonia, come rivela un nuovo studio.
Le immagini satellitari dell'alto bacino amazzonico scattate a partire dal 1999 hanno messo in luce più di 200 opere di forma geometrica, che si estendono su una distanza superiore a 155 miglia (250 km).
martedì 23 febbraio 2010
Il monumento perduto in Amazzonia visto dal satellite
giovedì 11 febbraio 2010
Nuovi video su Nibiru
Due nuovi video davvero ben realizzati da Alex Dante :-)
Buona visione!
1° parte
2° parte
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mercoledì 3 febbraio 2010
Ipotesi alternativa per lorigine della Luna
Secondo la teoria standard, l’origine della Luna è da attribuirsi ad un gigantesco impatto che la Terra ha subito da un altro pianeta agli inizi del sistema solare. Questo impatto avrebbe dato vita a due parti non uguali di materia, la parte più piccola sarebbe condensata poi per diventare la Luna. Ma non è sempre stata l’unica teoria, e tra le varie ipotesi, adesso c’è una in particolare che con alcune nuove ricerche scientifiche sta acquistando credibilità.
sabato 30 gennaio 2010
La teoria delle stringhe e l'origine dell'universo
Nessun Ufo sul sole, possiamo stare tranquilli
A cura di Arthur McPaul
Dopo il gran polverone degli oggetti non identificati apparsi nei pressi del Sole, ecco l'analisi fotovisuale delle immagini per ribadire che in realtà, non è c'è nessuna anomalia!
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venerdì 29 gennaio 2010
Scudo artificiale aerosol per bloccare Global Warning
Quello che segue, potrebbe spiegare finalmente a cosa servono le scie chimiche.
Ecologia e ambiente
Geo-ingegneria globale
Uno scudo artificiale di aerosol per bloccare il global warning
giovedì 28 gennaio 2010
Le Pile di Baghda'd
Nel 1938 il dottor Wilhelm Konig, un archeologo australiano fece una scoperta che avrebbe alterato drasticamente tutti i concetti di scienza. Nei sotterranei di un museo rinvenne un vaso alto 15 centimetri e mezzo di argilla gialla risalente a due millenni fa, contenente un cilindro di rame di 12cm per quattro. La sommità del cilindro era saldata con una lega 60-40 di piombo-stagno paragonabile alle migliori saldature di oggi. Il fondo del cilindro era tappato con un disco di rame e sigillato con bitume o asfalto. Un altro strato di asfalto isolante sigillava la parte superiore e teneva anche a posto un’asta di ferro sospesa al centro del cilindro di rame. L’asta mostrava di essere stata corrotta dall’acido. Con un background in meccanica il dottor Konig intuì che la configurazione non era dovuta ad un caso fortuito, ma che il vaso di argilla altro non era che un’antica pila elettrica. Questa batteria, insieme alle altre trovate in Iraq, si trova nel museo di Bagdad e risalgono all’occupazione parto-persiana, tra il 248 a.C. e il 226 d.C 