mercoledì 17 novembre 2010

La NASA svela il mistero di CHANDRA: è un buco nero neonato

In una conferenza in diretta mondiale sul sito della NASA, l'Agenzia Spaziale Americana ha annunciato dopo una lunga attesa una delle più sorprendendi scoperte nel campo dell'astrofisica mai compiute dall'uomo. Tutti noi ricercatori e appassionati di astronomia speravamo che potesse essere finalmente annunciata una vicina nana bruna alle porte del Sistema Solare. Alcuni speravano addirittura in una dichiarazione esobiologica per la presenza di vita extraterrestre o di qualche altra sconvolgente verità cosmica.

Nulla di tutto ciò, ma sapere, che pochi anni fa, un buco nero è nato ad una distanza relativamente vicina da noi, fa comunque dell'annuncio, qualcosa di unico e sensazionale.

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Nasa: scoperto "giovane" buco nero

Washington - Gli astronomi di Harvard hanno scoperto un buco nero con un'eta' relativa di 30 anni, il piu' giovane dell'universo. L'oggetto celeste e' stato individuato a 50 milioni di anni luce dalla Terra nell'Ammasso della Vergine grazie al telescopio spaziale a raggi X "Chandra". La scoperta dovrebbe svelare i meccanismi di formazione dei buchi neri.
Secondo quanto si legge in un comunicato della Nasa, l'oggetto costituisce quanto rimane della supernova SN1979C (causata dal collasso di una stella che aveva 20 volte la massa del Sole) esplosa 50 milioni di anni fa .

Qui la notizia originale: http://www.nasa.gov/mission_pages/chandra/news/H-10-299.html

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giovedì 11 novembre 2010

A caccia di fossili su Marte

Dove cercare i resti di antiche forme di vita esistite su Marte? Una nuova teoria sulla formazione degli oceani suggerisce le aree del pianeta rosso da esplorare a caccia di fossili.

La ricerca, condotta da J. Alexis Palmero Rodriguez del Planetary Science Institute, in Arizona, analizza la geologia delle pianure a nord del pianeta per spiegare come, miliardi di anni fa, si formarono gli oceani marziani: fu l'acqua delle falde sotterranee a sgorgare in superficie attraverso spaccature della crosta marziana. Questo processo avrebbe consentito la formazione di mari e laghi in tempi brevi - pochi anni - ma anche la loro sopravvivenza per millenni.

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martedì 2 novembre 2010

Un enorme complesso si rivela intorno alle sette piramidi scoperte a Mauritius

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 Enormi muri di cinta fatti di pietre, un antico sistema viario, lastricato e in parte sopraelevato, piattaforme promontori con impressionanti rampe che guardano l´Oceano, un imponente sistema idraulico a terrazze, il tutto di fattura simile a quella delle piramidi, sono stati identificati dal mio gruppo di lavoro tra le sette piramidi di Mauritius e l´oceano, insieme a caverne organizzate lungo l´asse nord sud, e a rocce lavorate, a picco sul mare, come parti d´un medesimo insieme monumentale. Si potrebbe trattare d´un vasto complesso costruito in tempi antichi da una civiltà progredita.

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