martedì 30 giugno 2009

Encelado, oceani o no..?

SARÀ LA COMUNITÀ DEI PLANETOLOGI A DICHIARARE IL VINCITORE
Acqua su una luna di Saturno,
è guerra di ipotesi tra gli scienziati
Su Nature due tesi contrastanti: a) Su Encelado oceani sotto la crosta ghiacciata; b) Non è vero

Guerra dell’acqua sulle pagine della rivista scientifica britannica Nature. Sul numero di questa settimana due articoli dicono uno l’opposto dell’altro. Uno annuncia la presenza di oceani di acqua salata sotto la crosta gelata di Encelado, la sesta maggiore luna di Saturno, l’altro smentisce la loro esistenza. La scienza è ovviamente anche discussione di tesi contrapposte e nel caso specifico gli scienziati incaricati di vagliare i due lavori contrapposti prima della pubblicazione hanno concluso che era meglio pubblicarli entrambi: sarà la più ampia comunità di planetologi lettori dei resoconti a decretare il vincitore. Così Ponzio Pilato accende ulteriormente la discussione e la tiratura della rivista. Ecco le due versioni della vicenda.

ARTICOLO A - Enormi getti d’acqua sono sparati nello spazio dal polo sud di Encelado. I getti si alzano per centinaia di chilometri e sono formati da vapore acqueo, gas e minuscoli granelli di ghiaccio. La prova è raccolta dagli obiettivi della sonda Cassini della Nasa in orbita attorno al pianeta inanellato. La conclusione è di Juergen Schmidt dell’Università di Potsdam (Germania) e di Nikolai Brilliantov dell’Università di Leicester alla guida di un gruppo di ricercatori. Le loro analisi portano a stabilire che tra i granelli ghiacciati c’è del sodio, quindi – dicono – sotto la crosta ci sono degli oceani d’acqua salata e il cloruro di sodio è presente in una concentrazione pari a quella esistente negli oceani terrestri. Ciò significa che, tra i flutti, potrebbe anche essere presente qualche forma di vita.

ARTICOLO B - I getti di vapore acqueo che escono da Encelado e già visti negli anni scorsi, non sono dei geyser provenienti da oceani sotterranei come previsto da altri scienziati, dice il professor Nicholas Schneider del Laboratorio di fisica spaziale e atmosferica del centro di ricerca di Boulder in Colorado (Usa). Schneider e i suoi colleghi americani analizzando le immagini con il telescopio Keck-1 del diametro di 10 metri sostengono di aver misurato troppo poco sale. In presenza di oceani la quantità dovrebbe essere molto maggiore. Per gli studiosi americani i getti escono da caverne sotterranee. Da queste si manifesta una periodica e lenta evaporazione di vapore acqueo. Ma lo stesso Schneider alla fine non è certo della sua idea e ammette che ci possono essere tante altre spiegazioni. Ad esempio una frizione tra i ghiacci superficiali che finisce per vaporizzarli generando getti vaporosi verso l’alto. «Possiamo avanzare tante ipotesi che non siamo però in grado di verificare – ammette - dobbiamo prenderle tutte in considerazione con un grano di sale», conclude con un pizzico di ragionevole ironia.

Giovanni Caprara

da "Repubblica" 24 giugno 2009

Trascritto da Matteo Zanoni Dabeast

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venerdì 26 giugno 2009

Fulmini marziani!

23 Giugno 2009
Fulmini marziani
di Claudio Elidoro - Fonte: University of Michigan

Da qualche anno i ricercatori dello Space Physics Research Laboratory dell'Università del Michigan stanno sviluppando e perfezionando un innovativo rilevatore di microonde, in grado di distinguere e misurare radiazione di origine termica e radiazione non termica. Nel 2006, per cinque ore al giorno tra il 22 maggio e il 16 giugno, Chris Ruf (University of Michigan) e il suo team hanno puntato il rilevatore verso Marte registrando e misurando le microonde emesse dal Pianeta rosso.

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Magnetar - "nuova stella di neutroni"

Scoperta rarissima stella di neutroni
È una nuova «magnetar». Ha un campo magnetico 100mila miliardi di volte più intenso di quello terrestre

MILANO - È stata scoperta una nuova «magnetar», una rarissima stella di neutroni dal campo magnetico estremamente potente, tanto che permette di osservare il comportamento della materia in condizioni estreme e irriproducibili sulla Terra. La scoperta si deve a un gruppo internazionale di astronomi guidato dall'italiana Nanda Rea, dell'università di Amsterdam, e del quale fanno parte molti ricercatori dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf).


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mercoledì 24 giugno 2009

Betelgeuse si restringe!

BETELGEUSE SI RESTRINGE..

MOTIVAZIONI AL MOMENTO SCONOSCIUTE..!

La stella rossa gigante Betelgeuse, che come noto si trova nella costellazione di Orione, si è ristretta di dimensioni negli ultimi 15 anni e gli astronomi non sanno ancora spiegarne il motivo.

Ma prima di analizzare cosa è successo a Betelgeuse, vediamo un po’ di teoria…

Le stelle giganti, quando si avvicinano alla conclusione della loro vita, possono espandersi, crescere fino a 100 volte la loro ampiezza originale, prima di esplodere come supernova, oppure (come suggerito da uno studio) sprofondare, restringersi, prima di formare un buco nero, senza dar luogo ad esplosioni violente.

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Il robot sottomarino Isis fa scoperte eccezionali.

Gli scienziati hanno dato il via all'esplorazione sistematica dei fondali e sono riusciti a raggiungere, grazie al robot sottomarino ISIS di concezione e produzione inglese, 5 km di profondità. La prima scoperta è stata quella di trovare la sagoma di uno squalo a 3.600 metri di profondità, cosa considerata fino ad oggi più che inusuale, se non addirittura improbabile.

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sabato 20 giugno 2009

Torna il mistero dell'acqua c'è un lago sul Pianeta Rosso

Su segnalazione di Huzuzu Mujuru 

Se potessimo far tornare indietro il tempo di 3 miliardi e 400 milioni di anni e puntassimo i telescopi verso Marte, avremmo l'opportunità di osservare almeno un lago d'acqua più grande di quello di Como, con tanto di spiagge. Quel lago, in quell'epoca, occupava infatti una superficie minima di 195 km quadrati, ma arrivava a estendersi fino a 212 km quadrati.

La scoperta è stata realizzata da Gaetano di Achille, ricercatore all'Università del Colorado (Usa) ed è stata pubblicata sulla rivista Geophisical Research Letters. E' la prima volta che l'analisi di immagini riprese da una delle sonde che ruotano attorno al Pianeta Rosso mette in luce con tanta chiarezza la presenza di antiche rive lacustri.

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"2012" Nuovo Trailer

Vi presentiamo il nuovo trailer del film di Roland Emmerich "2012"

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Visivamente sembra davvero ben fatto :)

Buona Visione!

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giovedì 18 giugno 2009

Bambino tedesco colpito da meteorite: salvo

Se l’è cavata con una ferita di 7 centimetri su una mano, ma il 14enne tedesco Gerrit Blank ha seriamente rischiato la vita. È la seconda persona nella storia a sopravvivere a un meteorite.

Mentre stava andando a scuola il 14enne tedesco Gerrit Blank di Essen è stato colpito alla mano da un piccolo meteorite di meno di mezzo centimetro di diametro che si è poi infossato nell’asfalto. “All’inizio ho visto solo quella palla luminosa” ha detto Gerrit, “poi improvvisamente ho sentito un forte dolore alla mano”.

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venerdì 12 giugno 2009

L’automobile spinta dall’etere di Nikola Tesla

Segnalato da Huzuzu

L’automobile spinta dall’etere di Nikola Tesla
Di Igor Spajic - tratto da Nexus Gold maggio-giugno 2005 www.nexusitalia.com


      La città di Buffalo, nel nord dello stato di New York negli USA, fu silenziosa testimone di un fatto straordinario nel corso di una settimana durante l'estate del 1931. Nonostante la depressione economica avesse compromesso la produzione e i commerci, la città nondimeno rimaneva una fucina di attività. Un giorno, tra le migliaia di veicoli che ne percorrevano le vie, una lussuosa automobile si fermò accanto, al marciapiede presso il semaforo di un incrocio. Un passante notò come si trattasse di una berlina Pierce-Arrow ultimo modello, coi fari che s'integravano con grazia nei parafanghi nel tipico stile di questa marca. Quello che caratterizzava l'auto in quella fredda giornata estiva era l'assoluta assenza di emissione di vapore o fumi dal tubo di scarico.

 

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Ecco come deviare un asteroide diretto contro la terra

Come difendere il nostro pianeta dagli asteroidi che sfrecciano nello spazio cosmico e, in qualche caso, rischiano di schiantarsi sulla Terra con conseguenze piuttosto disastrose? La risposta a questa inquietante domanda potrebbe venire da David French, un dottorando in Ingegneria Aerospaziale della North Carolina State University, che ha recentemente proposto un sistema apparentemente praticabile e convincente: l’ asteroide andrebbe imbragato con un lungo reticolo a guinzaglio al quale sarebbe applicata una zavorra.

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Attenzione a Mercurio la Terra a rischio crash

Il nostro pianeta potrebbe avere una fine violenta in seguito allo scontro con Venere, Marte e Mercurio. E proprio quest'ultimo potrebbe innescare un'alterazione delle orbite degli altri. Risultato: una catastrofe planetaria

Prima che il nostro Sole giunga alla sua fine facendo evaporare il nostro pianeta, oppure prima che un gigantesco asteroide si scontri con la Terra e ancor prima che una stella, passandoci vicino, ci strappi dalla nostra orbita, il nostro Pianeta potrebbe avere una fine violenta in seguito allo scontro con i pianeti a noi più vicini: Mercurio, Venere e Marte.
L'evento scatenante sarebbe da ricercare nel pianeta Mercurio, il quale pur avendo dimensioni molto piccole rispetto agli altri pianeti (4.878 km contro i 12.736 della Terra) potrebbe innescare un'alterazione delle loro orbite, il cui risultato sarebbe una catastrofe planetaria.

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giovedì 11 giugno 2009

L'enigma di Stonehenge

Stonehenge e le eclissi

Il complesso megalitico di Stonehenge è stato costruito nella pianura di Salisbury, in Gran Bretagna, all'incirca nel 3200 A.C., cioè all'epoca in cui vennero costruite le grandi piramidi in Egitto.
La costruzione ha una forma circolare, del diametro di qualche decina di metri; è composta da vari anelli di pietre alte e strette, alcune delle quali sormontate da altre lastre di pietra. Inoltre vi si possono osservare alcune serie di buche nel terreno, disposte in forma circolare.
Si pensa che questo complesso sia stato progettato dagli antichi abitatori della regione non soltanto come un luogo di culto, ma anche come un immenso calendario, dopo una paziente osservazione del cielo, per tenere traccia del trascorrere dei mesi, delle stagioni e degli anni.

Il complesso di Stonehenge

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mercoledì 10 giugno 2009

Video: Nibiru Giugno 2009

nuovo video del soho:

 

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martedì 9 giugno 2009

Scoperto "Lluc" nuovo antenato dell'uomo

Dopo la presentazione di "Ida" antenato dell'uomo risalente a 47 milioni di anni fa, e' stato ritrovato un nostro nuovo antenato, chiamato "Lluc". La scoperta è stata fatta in Catalogna (Spagna) e visse "nel Miocene medio ma i suoi resti, parte della faccia e della mandibola ben conservati, rivelano un aspetto moderno con un prognatismo molto ridotto" (Ansa) e risalirebbe a 11,9 milioni di anni fa.

Finalmente nuove scoperte sulle nostre origini. Che sia un segno del cambiamento dei tempi in preparazione della "nuova era"?

 

fonte: http://www.ansa.it

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"Passami il pezzo di mammuth"

Se le popolazioni preistoriche che vissero nel centro Europa avessero avuto la possibilità di vedere come facciamo il barbecue, molto probabilmente avrebbero sorriso vedendo le fettine di carne che utilizziamo. Ben 29.000 anni fa, infatti, quegli uomini avevano già creato delle grosse "cucine" sulle quali arrostivano pezzi giganti di mammuth, che poi si spartivano.

Il luogo del ritrovamento si chiama Pavlov VI e si trova nella Repubblica Ceca vicino ai confini con l'Austria e la Slovacchia. Si tratta di luogo ritenuto assai importante dagli archeologi perché permette di ricostruire alcune abitudini di particolari popolazioni europee che vissero alcune decine di migliaia di anni fa. E di farlo attraverso lo studio di uno degli ambienti più frequentati da quegli uomini: la cucina.

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venerdì 5 giugno 2009

Nibiru : Video Giugno 2009

nuovo video che riassume le nostre conoscenze su Nibiru e fornisce indizi recentissimi sui suoi avvistamenti! Vi sono anche le dichiarazioni di Papa Giovanni II sul terzo segreto di fatima!

buona visione! 

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giovedì 4 giugno 2009

Un "mostro Loch Ness" viveva nella Manica

Ritrovati su una spiaggia inglese 150 resti ossei: ricostruito uno scheletro di plesiosauro. Il rettile marino, vissuto 200 milioni di anni fa, si cibava di pesci ed era lungo cinque metri .

"Un serpente passato attraverso il corpo di una tartaruga": questa la definizione che il reverendo William Conybeare diede del plesiosauro durante la sua prima identificazione, nel 1824. Il rettile marino più famoso del mondo, quello per intenderci che ha prestato le fattezze alla leggenda del mostro di Loch Ness, stando agli ultimi ritrovamenti avrebbe popolato non un lago scozzese ma il canale della Manica, in Inghilterra.

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martedì 2 giugno 2009

Mystere, il nuovo telefilm

A partire dal 2 giugno 2009, alle ore 21:10, su Canale 5 verrà mandata in onda la prima serie del telefilm “Mystere”, che si occuperà anche di ufologia. La serie è di produzione francese e nel paese d’origine ha avuto un clamoroso successo di audience, circa il 40% di share. Lo sarà anche qui in Italia? Ecco cosa dice Wikipedia sul telefilm:

  

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Le otto scritture antiche mai decifrate

Le otto scritture antiche mai decifrate
L'etrusca, la meroitica, la zapoteca e il Rongo Rongo: ecco i linguaggi che restano tuttora dei grandi misteri 

Da quando è comparso sulla Terra l’uomo ha sempre sentito l’esigenza di trasmettere alle generazioni successive le conoscenze e l'esperienza acquisita nel tempo. La scrittura è certamente l’invenzione più importante per tramandare la storia. Senza la decifrazione dei linguaggi antichi oggi l'umanità avrebbe una cognizione molto limitata delle civiltà del passato. Secondo gli storici la prima scrittura a comparire sulla Terra è quella cuneiforme usata dai Sumeri: incise su tavolette di argilla le prime testimonianze risalgono al 3.000 a.C. Successivamente forme di scrittura apparvero in Egitto, quindi in Europa e via di seguito in Cina e in America del Sud. Benché molte scritture del passato siano state decifrate dagli storici, esistono ancora oggi linguaggi oscuri. Proprio a queste scritture ancora da decifrare la rivista inglese New Scientist dedica un lungo reportage individuando otto importanti grafie che restano ancora sconosciute all'umanità.

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